Girovagando internet mi trovo citato in un sito insieme ai miei amici del Punk Surrealism. Se conoscete il francese magari riuscite a capire anche di cosa parla questo articolo su diantre.fr.

“J’ai… euh… Tour d’Eiffel pantalon”
(Un premio a chi indovina la citazione)


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Ieri, uscendo dalla mostra sulla Pop Art presso le Scuderie del Quirinale, mi sono addentrato nella libreria per curiosare e sfruttare fino all’osso i 7,50 euro spesi per l’ingresso. Come di consueto la maggior parte dei libri in vendita erano legati al tema della mostra in corso. All’ingresso ti accoglievano un paio di colonnine girevoli piene zeppe di cartoline delle varie opere Pop Art esposte all’interno della mostra. Sul primo bancone una carrellata di libri sulla Pop Art e dei vari autori rappresentativi di questa corrente artistica. Gli scaffali ospitavano calendari, spillette, penne, e ogni sorta di gadget ispirato alla Pop Art. Vicino all’altro ingresso un muro di cataloghi ufficiali della mostra sulla Pop Art.
Stufo di tutta ’sta roba mi sono addentrato verso la fine della libreria dove erano in bella vista decine e decine di libri per ragazzi e libri sulla fotografia. Sondando accuratamente ogni ripiano mi sono imbattuto in un libro della Po….laroid!!!
The Polaroid Book. 400 pagine completamente dedicate alla fotografia istantanea. Centinaia e centinaia di foto.
La cosa divertente è come si presenta questo libro, imbustato nella plastica argentata come se fosse un’enorme pellicola per le fotocamere di tipo 100.
Essendo passato molto tempo dall’ultimo libro acquistato, ho deciso di comprarlo. Aspetterò il prossimo sabato per scartarlo insieme alla mia ragazza. Quasi mi dispiace tagliare la busta che lo contiene :P


Spesso e volentieri mi capita di leggere nadir.it e qualche settimana fa ho trovato questo articolo di Rino Giardiello preso da un vecchio numero di Reflex del 1986. Questo testo è un ottimo punto di partenza per chi adora l’effetto del fish-eye ma non vuole spenderci troppo.
Prendendo spunto da questo ho realizzato un fish-eye fatto in casa molto economico e altrettanto funzionale per il mio obiettivo da 52mm di diametro. Ho pensato di metterne on-line il tutorial per chiunque sia interessato ma non ha abbastanza dimestichezza con il fai da te.
Mi raccomando! Prima di continuare qui andate a leggervi l’articolo.

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1. Occorrente:
- Uno spioncino “panoramico” per porte.
- Tubo di cartone dello scottex.
- Del cartoncino.
- 3 ciambelline di spugna (io ho utilizzato quelle che si trovano nelle campane portacd).
- Colla.

2. Come primissima cosa va tagliato il tubo di cartone della stessa lunghezza dello spioncino. Mi raccomando fate molta attenzione a tagliare dritto, altrimenti il fish-eye verrà decentrato.
Prendete il cartoncino e ritagliate un cerchio dello stesso diametro del tubo.

3. Al centro del cerchio ritagliate un buco per far passare lo spioncino, poi incollate su entrambe le superfici una ciambellina di spugna; quest’ultime le ho utilizzate perchè il diametro del loro buco è leggermente più piccolo di quello dello spioncino e ciò lo rende più stabile.

4. A questo punto ci ritroviamo con un piccolo tubo di cartone e un accrocco circolare. Il fish-eye è quasi pronto.
Incollate il dischetto di cartone e spugna ad un’estremità del tubo. Fate molta attenzione a far coincidere con precisione i due pezzi.
Cosa importantissima: dovete fare in modo di eliminare qualsiasi infiltrazione di luce tre la due parti incollate.

5. Una volta asciugata la colla si può inserire lo spioncino nel buco.

6. All’estremità dello spioncino io ho aggiunto una ciambellina di spugna in modo che, quando vado ad appoggiare il fish-eye sull’obiettivo della macchina, questo non viene graffiato.
In pratica ora il fish-eye è pronto, ma per renderlo più “professionale” l’ho colorato tutto di nero… così ad un occhio poco esperto posso apparire come un grande fotografo e non come uno sfigato con lo scottex sulla macchinetta :D

Per mia comodità ho costruito un fish-eye che si appoggia semplicemente sull’obiettivo, ma volendo si può utilizzare un tappo da bucare come spiegato nell’articolo di Rino Giardiello che ho citato all’inizio.

Ecco alcune foto di prova scattate con il mio “scottex-eye” utilizzando una Nikon Coolpix4500:

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2007-10-08g.jpg Riaffiorò tutto questa estate.
Ero in albergo. La camera era enorme, aveva perfino un mini salottino.
Osservavo Aurora uscire dal bagno mentre mi parlava, ad un certo punto contraccambiando lo sguardo mi disse:”Ho portato una sorpresa!”. Si diresse verso la valigia e tirò fuori una fotocamera Polaroid. “Facciamoci una foto!” mi disse con i suoi soliti occhi sorridenti.
Rimanemmo per molto tempo a parlare di Polaroid e del fascino che ci scaturivano quelle ‘misteriose scatolette magiche’.
Tornato a casa presi la vecchia Polaroid Spirit 600 CL che riposava da anni nell’armadio dei miei genitori. Un regalo di cresima fatto a mia sorella, se non ricordo male. Ogni volta che osservo questa fotocamera mi viene subito l’immagine di me e mia sorella da bambini che giocavamo a scattare le foto in cameretta.
Iniziai a cercare informazioni sulle Polaroid e man mano scoprii l’esistenza di centinaia di modelli differenti.
L’unica cosa che mi rimaneva da fare era… iniziare una collezione!

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Scritto ascoltando l’album Citrus (Asobi Seksu)


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Ho inserito nel mio account flickr le uniche 3 foto abbastanza decenti del primo rullino sviluppato ieri. Ho cercato di fotografare in differenti situazioni per “testare” la Holga… e ho avuto la conferma che per fare delle buone foto c’e’ bisogno di mooolta luce e che il flash funziona bene solo in piccoli ambienti.
Ho montato il nuovo rullino, ma questa volta senza nessuna mascherina sperando in una maggiore vignettatura e qualche infiltrazione di luce.
Sono certo che sta nascendo un nuovo amore. Ultima settimana di lavoro e poi VACANZE con la mia Holga!!!

Scritto ascoltando l’album Past Is Prologue (Tycho)


Holga

16Lug07

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La settimana scorsa ho comprato la macchinetta fotografica Holga. Questo sabato mi sono mascherato da fintofighettoeasyalternativo e armato di nastro isolante ho inserito il mio primo rullino.
Spero di avere soddisfazioni da questo nuovo “giochetto”.

Scritto ascoltando l’album Socialismo Tascabile (Offlaga Disco Pax)


“Sentii un forte prurito lungo tutto il corpo ma non riuscii a vedere quale fosse la causa. Era tutto buio. Il prurito ad un certo punto si concentrò appena sotto alla fronte, all’altezza degli occhi. Le figure man mano apparirono, inizialmente sfocate e poi sempre più nitide. Come prima cosa vidi un pennello, era quello a darmi quel prurito insopportabile e subito dopo esclamai: ‘Ommioddio!! chi diavolo è quel gigante?!?’.
Fu in quel momento che vidi per la prima volta Marco. Io ero sdraiato su quella tavoletta di legno puzzolente di umidità rappresa, e lui seduto davanti che mi guardava impegnato a muovere su di me quel pennello intriso di colore.
Iniziai a urlare parolacce e bestemmie come un ossesso, ma sembrava che lui non sentisse perché continuava imperterrito a pennellare.
Dopo alcuni minuti mi guardò con un sorrisetto compiaciuto e mi appese al muro.
Da quella posizione ero in grado di vedere tutta la sua camera. Con il passar degli anni si aggiunsero molte altre tavolette di legno più o meno grandi nelle quali vi erano raffigurati gatti, omini strani con antenne o nasi lunghissimi, persone tristi e allegre … c’era di tutto!
Da quell’avvenimento sono passati circa tre anni.
Tre anni di amore e odio tra me e Marco.”
Continue reading ‘Intervista Marco Bevivino’


Amanti rosa

25Mag07

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Finalmente una nuova illustrazione!
Per celebrare la nuova “bimba” racconterò un piccolo frammento di passato.

Era all’incirca il 2005.
Per andare a lavoro mi piaceva percorrere a piedi tutto il tratto dal Colosseo fino a Largo Argentina, attraversando i Fori Imperiali e Piazza Venezia. Passeggiavo in compagnia del mio vecchio lettore cd che faceva da colonna sonora ai miei pensieri. Pensavo ad una moltidudine di cose e persone, a volte con il sorriso e altre con il viso accigliato.
C’è stato un periodo che non mi importava di svegliaarmi felice o con la luna storta, sapevo che ad un certo punto del mio solito cammino mattutino il sorriso si sarebbe formato sul mio viso senza nemmeno acorgermene. Il cuore si scaldava passando davanti alla vetrina di un negozio d’arte che esponeva una stampa del dipinto Amanti rosa di Marc Chagall.
E’ all’incirca dal 2005 che ho in mente di fare quest’illustazione come tributo a quel sorriso e alla persona alla quale appartiene. Il tempo passa, gli avvenimenti si susseguono ed il momento giusto per dar vita a questa “bimba” non arrivava mai… ma ora ci siamo! Non poteva uscire in un momento più azzeccato.

Scritto ascoltando l’album (non a caso) In the Fishtank (Karate)


Moleskine

22Mag07

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Le Moleskine mi hanno sempre dato una sensazione di creatività ed eleganza.
In molti dei miei sogni ad occhi aperti mi ritrovo seduto appena fuori un bar parigino, sgranocchio una baguette ripiena di stracchino mentre disegno in una bella Moleskine da 100 pagine.
Ok. Nella realtà non sono a Parigi, al posto della baguette mi mangio il pane casereccio dei Castelli Romani, non sono elegante con i miei jeans slavati… ma almeno una Moleskine da disegnare ce l’ho! … a dir la verità non posseggo neanche quella perchè mi è stata prestata.
Da qualche giorno ho una Moleskine ospite in casa. Mi è stata data da una bella ragazza con la richiesta di farci all’interno una mia illustrazione. Potevo dire di no? Ho già un’idea in mente… preparo tempere, pennarelli, trielina e filo con la speranza che riesca un buon lavoro. Chissà! magari poi in cambio gli chiedo la mano.

Scritto ascoltando l’album Disaffected (Piano Magic)


Questa è una vecchia intervista fatta nell’estate 2005 all’illustratrice Camilla Falsini per il web magazine Brain Twisting. Man mano inserirò nel blog tutte le interviste fatte per vari magazine nell’arco di questi anni.
Buona lettura.

Un giorno, durante una lunga e avventurosa escursione tra gli scaffali di una biblioteca comunale, lascio posare il mio sguardo su una rivista. Afferro quelle pagine piegate tra loro e rimango affascinato da alcuni disegni. Per molti minuti continuo ad ammirare quei personaggi strani facendo spazientire i miei compagni d’avventura. Dopo qualche mese, sempre per caso, scopro chi è la madre di quelle creaturine mostruose e irriverenti che mi avevano tanto affascinato durante l’avventurosa escursione nella libreria comunale. Camilla Falsini me la sono sempre immaginata un pò come i suoi buffi personaggi. Piccole braccia con all’estremità mani che indossano scarpe, nasone lungo, tre occhietti ovoidali, tanti bottoni attaccati sul suo folto manto di peli turchesi e a cavallo di un lombrico mascherato da supereroe. L’altro giorno finalmente la conosco di persona e con enorme stupore scopro che… è realmente così!!! Continue reading ‘Intervista Camilla Falsini’